I nostri investimenti a rischio a Lido di Dante

I nostri investimenti a rischio a Lido di Dante

 Perché si pensa di trasferirsi all’estero? Ecco perché! Sono una donna madre di 37 anni. Quest’anno ho pensato di investire su me stessa e su una zona, Lido di Dante, che se incentivata come si dovrebbe avrebbe notorietà europea.

Ho infatti aperto un bar.

E’ negli occhi e nelle tasche di tutti che questa stagione non vada come sperato, sia per il meteo sia per la magrissima affluenza di turisti, ma la cosa più grave è l’assurda burocrazia e le scuse prese a pretesto per chiudere la spiaggia naturista a Lido di Dante,

Già burocrazia.

Quella che non ci permette di fare un po’ di musica senza prima dover spendere un mucchio di soldi ma soprattutto di tempo… bisogna far lavorare addirittura tre uffici per poterla fare!

E poi dicono di tagliare la spesa pubblica.

Quella poi della spiaggia è per antonomasia la stupidaggine delle stupidaggini. Ma vi pare che in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, si dia più importanza ad un uccello, il famigerato Fratino che all’uomo?

E vergognoso. Inoltre c’è da dire, anche se le speranze di farlo capire sono veramente flebili, che questo angolo di paradiso naturista, esiste da più di 5O anni e ancora non si è fatto nulla in merito per valorizzarlo come tale nell’Europa e nel mondo.

Sembra squallido dirlo, ma potrebbe essere una miniera d’oro per chi ci lavora e per le tasche del Comune e senza che ciò comporti chissà quale stravolgimento dell’ambiente, perché il paese permette già una chiusura dello stesso, ha già tutto ciò che occorre e manca solo la volontà ed il coraggio del comune e di chi ne fa le veci, di dedicare lo stesso a zona interamente naturista.

Vanessa