Depenalizzazione reati

Depenalizzazione | Lacquaniti del Pd interroga il Ministro. I naturisti sono perseguibili con multe esorbitanti?

Ad oggi il signor Ministro pare non abbia ancora risposto all’interrogazione e di conseguenza tutto rimane in sospeso. Se avremo novità pubblicheremo.

L’onorevole Luigi Lacquaniti (Pd) ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Andrea Orlando per conoscere se “ se non ritenga che a seguito dell’applicazione del decreto legislativo n.8/2016 di depenalizzazione di alcuni reati non si sortisca il risultato del tutto paradossale di raggiungere l’effetto contrario alla penalizzazione”.
Lacquaniti si riferisce alla recente applicazione del decreto legislativo n. 8/2016 con il quale vengono depenalizzati reati considerati di “minor allarme sociale” per i quali ora è prevista la sola multa o ammenda. Tra questa vi è quella degli atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.). Che coinvolge i naturisti i quali potrebbero essere sanzionati con questa motivazione considerando che le multe hanno un minimo di 5000 euro.
hatenudismIl giudice potrebbe anche archiviarle ma c’è il rischio che essendo una multa – e la legge è stata istituita per fare cassa – la si debba comunque pagare. Con gli aggravi del caso.
L’onorevole Laquaniti con questa interrogazione desidera avere una precisazione in merito che interessa l’intero movimento naturista nazionale proprio per evitare che in alcune situazione posano essere elevate sanzioni poche chiare.
Nell’interrogazione scritta Laquaniti precisa che : “Per diversi anni l’art. 726 è stato utilizzato per sanzionare la pratica del Naturismo, ma la sentenza della Corte di Cassazione n.3557 del 2000 afferma che il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Così il testo:E’ evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale …. di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata [vedi Lido di dante N.D.R.]”.
La depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza rappresenta apparentemente un passo avanti per il Naturismo, ma rischia in realtà di trasformarsi in un boomerang: prima infatti gli atti contrari alla pubblica decenza erano un reato punito con ammenda. Il Pubblico Ministero spesso, se il fatto avveniva in una zona pacificamente dedita a naturismo, pur non regolamentato, richiedeva al Giudice l’archiviazione. Ora, oltre ad aver considerevolmente alzato la pena pecuniaria, l’ente che irroga la sanzione ha tutto l’interesse, per fare cassa, a non archiviare la posizione, tramutando in questo modo la depenalizzazione in una beffa.”

>> LEGGI TUTTA L’INTERROGAZIONE